Lo Studio Benedetti Commercialisti è specializzato nell’assistenza fiscale, contabile e societaria di start-up, start-up innovative e PMI innovative. Affianchiamo gli imprenditori fin dalle prime fasi del progetto, aiutandoli a scegliere la struttura più adatta, a rispettare gli adempimenti previsti dalla normativa e a sfruttare tutte le agevolazioni disponibili.
L’avvio di una nuova impresa rappresenta un momento decisivo. Una scelta errata nella forma giuridica, nel regime fiscale o negli adempimenti iniziali può generare costi inutili, ritardi e sanzioni. Per questo motivo il supporto di un commercialista per avvio start-up non dovrebbe limitarsi all’apertura della Partita IVA, ma comprendere una pianificazione completa degli aspetti fiscali, amministrativi e societari.
In questo articolo analizziamo gli adempimenti necessari per avviare una start-up e le principali differenze quando l’impresa possiede i requisiti per diventare una start-up innovativa.
Perché rivolgersi a un commercialista per avviare una start-up
Molti imprenditori ritengono che avviare una nuova attività significhi semplicemente aprire una Partita IVA. In realtà il percorso è molto più articolato.
Prima ancora dell’avvio dell’attività occorre valutare diversi aspetti:
- la forma giuridica più conveniente;
- il regime fiscale applicabile;
- il corretto codice ATECO;
- il regime IVA;
- gli obblighi previdenziali;
- gli eventuali obblighi assicurativi;
- la presenza di soci o investitori;
- la possibilità di qualificarsi come start-up innovativa;
- le agevolazioni fiscali e finanziarie disponibili.
Una pianificazione preventiva consente spesso di ridurre il carico fiscale, evitare errori amministrativi e costruire un’organizzazione più efficiente fin dal primo giorno.
È proprio in questa fase che l’assistenza di uno Studio specializzato fa la differenza.
Gli adempimenti iniziali per aprire una start-up
Gli adempimenti cambiano in funzione della forma giuridica scelta (ditta individuale, società di persone o società di capitali), ma esistono alcune attività comuni a quasi tutte le nuove imprese.
In particolare occorre procedere con:
- apertura della Partita IVA;
- iscrizione al Registro delle Imprese;
- eventuale costituzione della società;
- apertura delle posizioni INPS;
- apertura delle posizioni INAIL, quando necessaria;
- scelta del regime contabile;
- predisposizione dell’organizzazione amministrativa e contabile.
Vediamo sinteticamente i principali adempimenti.
Apertura della Partita IVA
L’apertura della Partita IVA rappresenta il primo adempimento fiscale.
L’attribuzione del numero di Partita IVA avviene mediante presentazione della relativa dichiarazione all’Agenzia delle Entrate, ai sensi dell’art. 35 del D.P.R. 633/1972.
Durante questa fase devono essere individuati correttamente:
- il codice ATECO;
- il domicilio fiscale;
- il regime IVA;
- il regime contabile;
- la periodicità delle liquidazioni IVA;
- le eventuali opzioni fiscali.
La scelta del codice ATECO non ha soltanto una funzione statistica. Da essa dipendono infatti numerosi aspetti amministrativi, previdenziali e fiscali.
Un codice errato può comportare inquadramenti INPS non corretti oppure difficoltà nell’accesso a determinate agevolazioni.
La scelta della forma giuridica
Uno degli errori più frequenti consiste nel scegliere la forma giuridica esclusivamente in base ai costi iniziali.
In realtà la decisione dovrebbe considerare numerosi elementi:
- livello di rischio dell’attività;
- presenza di soci;
- prospettive di crescita;
- ingresso di investitori;
- tutela del patrimonio personale;
- esigenze di raccolta di capitale.
Per molte nuove iniziative innovative la forma societaria più utilizzata è la SRL, che offre maggiore flessibilità organizzativa e limita la responsabilità dei soci.
Qualora l’obiettivo sia ottenere la qualifica di start-up innovativa, la società dovrà necessariamente essere una società di capitali, come previsto dal D.L. 179/2012.
Iscrizione alla Camera di Commercio
Una volta costituita l’impresa occorre procedere all’iscrizione presso il Registro delle Imprese tenuto dalla Camera di Commercio competente.
L’iscrizione avviene mediante la procedura telematica della Comunicazione Unica, disciplinata dall’art. 9 del D.L. n. 7/2007.
La Comunicazione Unica consente di assolvere contemporaneamente diversi adempimenti nei confronti di:
- Registro delle Imprese;
- Agenzia delle Entrate;
- INPS;
- INAIL.
In questo modo viene notevolmente semplificata la fase di avvio dell’attività.
Durante l’iscrizione vengono comunicati anche:
- sede legale;
- attività esercitata;
- dati degli amministratori;
- eventuali unità locali;
- indirizzo PEC;
- domicilio digitale.
Gli adempimenti IVA
Uno degli aspetti più delicati riguarda la corretta gestione dell’IVA fin dall’inizio dell’attività.
Una nuova impresa deve infatti organizzare correttamente:
- emissione delle fatture elettroniche;
- conservazione digitale dei documenti;
- registrazione delle fatture attive e passive;
- liquidazioni IVA periodiche;
- dichiarazione IVA annuale;
- esterometro, ove previsto dalla normativa vigente;
- gestione dei corrispettivi telematici, quando applicabili.
La scelta del corretto regime IVA assume particolare importanza per le imprese che operano con clienti esteri, commercio elettronico o attività internazionali.
Una valutazione preventiva evita successive rettifiche, recuperi d’imposta e contestazioni da parte dell’Amministrazione finanziaria.
Per questo motivo l’organizzazione amministrativa dovrebbe essere impostata correttamente sin dal primo giorno.
Apertura della posizione INPS
L’avvio dell’attività comporta anche gli adempimenti previdenziali.
L’iscrizione all’INPS dipende dalla natura dell’attività svolta e dalla forma giuridica.
Le situazioni più frequenti riguardano:
- Gestione Artigiani;
- Gestione Commercianti;
- Gestione Separata;
- contribuzione dei lavoratori dipendenti;
- contribuzione degli amministratori.
Una valutazione preventiva consente di determinare correttamente:
- i contributi dovuti;
- l’eventuale obbligo di iscrizione dei soci;
- il trattamento previdenziale degli amministratori;
- l’incidenza del costo contributivo sul business plan.
Anche in questo ambito un errore iniziale può produrre richieste contributive rilevanti negli anni successivi.
Quando è obbligatoria l’iscrizione all’INAIL
Non tutte le start-up devono aprire una posizione INAIL.
L’obbligo nasce quando l’attività comporta lavorazioni soggette ad assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro oppure quando sono presenti lavoratori dipendenti o collaboratori per i quali la normativa prevede tale copertura.
L’iscrizione consente di:
- denunciare l’inizio dell’attività;
- individuare la corretta classificazione tariffaria;
- determinare il premio assicurativo;
- adempiere agli obblighi previsti dal Testo Unico in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.
Anche questo adempimento viene normalmente gestito tramite la procedura di Comunicazione Unica.
Organizzare correttamente la contabilità fin dall’inizio
Uno degli errori più diffusi consiste nel rinviare l’organizzazione amministrativa ai primi mesi di attività.
Al contrario, una start-up dovrebbe predisporre immediatamente:
- un piano dei conti coerente con il modello di business;
- procedure di emissione delle fatture;
- sistemi di archiviazione documentale;
- strumenti di controllo dei costi;
- monitoraggio della liquidità;
- pianificazione fiscale periodica.
Una corretta impostazione consente all’imprenditore di concentrarsi sullo sviluppo dell’attività senza accumulare criticità amministrative che potrebbero emergere solo dopo molti mesi.
Start-up innovativa: quando una start-up può ottenere la qualifica
Non tutte le nuove imprese possono definirsi start-up innovative. La qualifica è riservata alle società che possiedono specifici requisiti previsti dal D.L. 18 ottobre 2012 n. 179 (art. 25 e seguenti), convertito dalla Legge n. 221/2012, recentemente modificato da successivi interventi normativi.
La qualifica non nasce automaticamente con la costituzione della società, ma richiede il possesso di precisi requisiti e l’iscrizione nell’apposita sezione speciale del Registro delle Imprese.
Proprio per questo motivo è opportuno verificare la sussistenza di tutti i presupposti già nella fase di progettazione dell’iniziativa.
I principali requisiti della start-up innovativa
Per poter essere iscritta nella sezione speciale, la società deve possedere contemporaneamente diversi requisiti.
Tra i principali ricordiamo:
- essere una società di capitali, anche in forma cooperativa;
- essere residente in Italia oppure in un altro Stato membro dell’Unione Europea con stabile organizzazione in Italia;
- essere costituita da non oltre sessanta mesi;
- non distribuire utili;
- avere quale oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione o la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
- non derivare da operazioni di fusione, scissione o cessione di azienda o ramo d’azienda.
Oltre a tali requisiti, la società deve possedere almeno uno dei requisiti di innovazione previsti dall’art. 25 del D.L. 179/2012, tra i quali:
- sostenere investimenti significativi in ricerca e sviluppo;
- impiegare personale altamente qualificato;
- essere titolare, depositaria o licenziataria di brevetti industriali, software registrati o altri diritti di proprietà industriale o intellettuale.
La verifica di tali condizioni richiede spesso un’analisi tecnica e documentale che dovrebbe essere effettuata con il supporto del commercialista.
L’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese
Una volta verificati i requisiti, la società può richiedere l’iscrizione nella sezione speciale dedicata alle start-up innovative.
L’iscrizione consente di accedere al particolare regime agevolativo previsto dal legislatore.
Non si tratta però di un adempimento “una tantum”.
La società deve infatti:
- mantenere i requisiti previsti dalla legge;
- aggiornare periodicamente le informazioni depositate;
- confermare il possesso dei requisiti entro i termini previsti;
- comunicare tempestivamente eventuali variazioni.
La perdita dei requisiti comporta infatti la cancellazione dalla sezione speciale e la conseguente perdita delle agevolazioni.
Per questo motivo è importante che il monitoraggio venga svolto con continuità e non soltanto al momento della costituzione.
Le principali agevolazioni per le start-up innovative
Il successo della disciplina delle start-up innovative deriva soprattutto dall’insieme di incentivi che il legislatore ha previsto per favorire la nascita di imprese ad alto contenuto tecnologico.
Tra le principali agevolazioni si possono ricordare le seguenti.
1. Incentivi fiscali per chi investe
Le persone fisiche e le società che investono nel capitale di una start-up innovativa possono beneficiare di importanti agevolazioni fiscali, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa vigente.
Tale incentivo rappresenta uno strumento fondamentale per favorire l’ingresso di nuovi investitori e facilitare la raccolta di capitale.
2. Accesso facilitato al Fondo di Garanzia per le PMI
Le start-up innovative possono accedere con modalità agevolate al Fondo di Garanzia per le PMI, ottenendo più facilmente finanziamenti bancari assistiti dalla garanzia pubblica.
Per molte imprese nella fase iniziale questo rappresenta uno strumento decisivo per reperire la liquidità necessaria allo sviluppo del progetto imprenditoriale.
3. Agevolazioni per la finanza agevolata
Tra gli strumenti più conosciuti rientrano anche i bandi dedicati alle imprese innovative, come Smart&Start Italia e le numerose misure regionali rivolte alle nuove imprese innovative.
Questi strumenti possono prevedere:
- finanziamenti agevolati;
- contributi a fondo perduto;
- incentivi agli investimenti;
- sostegno ai programmi di ricerca e sviluppo;
- incentivi all’internazionalizzazione.
La scelta del bando corretto richiede una preventiva analisi del progetto imprenditoriale e della sua compatibilità con i requisiti richiesti.
4. Deroghe al diritto societario
Le start-up innovative possono beneficiare di alcune deroghe rispetto alla disciplina ordinaria delle società di capitali.
Tra queste rientrano, ad esempio:
- maggiore flessibilità nella gestione delle quote;
- possibilità di creare categorie di quote con diritti differenti;
- disciplina semplificata per alcune operazioni societarie;
- particolari regole in materia di copertura delle perdite.
Si tratta di strumenti particolarmente utili quando l’impresa intende accogliere investitori o pianificare futuri aumenti di capitale.
5. Stock option e Work for Equity
Uno degli strumenti più interessanti riguarda la possibilità di remunerare collaboratori, amministratori e consulenti attraverso strumenti partecipativi.
I piani di Stock Option e Work for Equity consentono infatti di incentivare il management e attrarre professionalità altamente qualificate senza sostenere immediatamente un rilevante esborso finanziario.
Naturalmente tali strumenti richiedono un’attenta progettazione sotto il profilo fiscale, societario e contrattuale.
Gli errori più frequenti nell’avvio di una start-up
Nella nostra esperienza professionale riscontriamo spesso alcuni errori ricorrenti.
Tra i più frequenti vi sono:
- scegliere il codice ATECO senza una valutazione preventiva;
- costituire una società senza un business plan attendibile;
- trascurare gli aspetti fiscali nei rapporti tra soci;
- richiedere l’iscrizione come start-up innovativa senza verificare tutti i requisiti;
- perdere le agevolazioni per il mancato aggiornamento degli adempimenti;
- non pianificare correttamente la gestione della liquidità;
- attendere troppo prima di impostare una contabilità organizzata.
Questi errori possono compromettere la crescita dell’impresa molto più dei normali rischi commerciali.
Perché scegliere lo Studio Benedetti per l’avvio della tua start-up
L’avvio di una nuova impresa non richiede soltanto l’esecuzione degli adempimenti obbligatori. Richiede soprattutto una pianificazione che consenta all’imprenditore di sviluppare il proprio progetto con serenità.
Lo Studio Benedetti Commercialisti assiste quotidianamente start-up, start-up innovative e PMI innovative, offrendo una consulenza che va ben oltre la semplice apertura della Partita IVA.
Supportiamo gli imprenditori nella:
- scelta della forma giuridica;
- pianificazione fiscale;
- costituzione della società;
- iscrizione come start-up innovativa;
- gestione degli adempimenti presso Agenzia delle Entrate, Camera di Commercio, INPS e INAIL;
- predisposizione dei business plan;
- accesso alle agevolazioni e alla finanza agevolata;
- organizzazione amministrativa e controllo di gestione.
L’obiettivo è permettere all’imprenditore di dedicarsi allo sviluppo del proprio progetto, con la certezza che gli aspetti fiscali, contabili e societari siano gestiti correttamente fin dall’inizio.
Per approfondire questi temi consigliamo anche gli altri articoli del nostro sito dedicati alla costituzione di una start-up innovativa, alle agevolazioni fiscali per le start-up, alla gestione contabile delle start-up innovative e agli strumenti di finanza agevolata per le nuove imprese.
Conclusioni
Affidarsi a un commercialista per avvio start-up significa costruire solide fondamenta per il futuro dell’impresa. Una corretta pianificazione iniziale consente di scegliere il modello societario più adatto, organizzare gli adempimenti fiscali e previdenziali, prevenire errori che potrebbero tradursi in costi e sanzioni e cogliere tutte le opportunità offerte dalla normativa.
Nel caso delle start-up innovative, il supporto di un professionista specializzato assume un valore ancora maggiore. Il mantenimento dei requisiti, la gestione degli adempimenti periodici e l’accesso alle numerose agevolazioni richiedono infatti competenze specifiche e un costante aggiornamento normativo.
Lo Studio Benedetti Commercialisti affianca gli imprenditori in ogni fase del percorso: dall’idea iniziale alla costituzione della società, dalla gestione ordinaria alla crescita dell’impresa, offrendo un’assistenza specialistica pensata per chi vuole trasformare un progetto innovativo in un’attività solida, sostenibile e pronta a crescere.
